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	<title>Articoli &#8211; L&#039;Atelier della Traccia</title>
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	<description>Il gioco del dipingere</description>
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		<title>Perché i seminari sugli studi di Arno Stern non prevedono una parte pratica sperimentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 10:45:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho a cuore il bene dei bambini e non sono disposta a scendere a compromessi&#8230;]]></description>
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				<p>Ho a cuore il bene dei bambini e non sono disposta a scendere a compromessi sui pilastri del Gioco del dipingere. </p><p>Qui di seguito vi spiego perché non prevedo parti pratiche e sperimentali durante i miei seminari divulgativi sugli studi di Stern e perché le ritengo poco significative e dannose.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Qual è l’obiettivo dei seminari con Maria Pia Sala<br /></span></strong>I miei seminari vogliono aprire nuovi sguardi sul disegno dei bambini (e dell’essere umano più in generale), nuovi orizzonti educativi e offrire strumenti per proteggere i bambini dai condizionamenti esterni, salvaguardando i processi naturali preziosi nel loro sviluppo. <br />Ognuno di noi può fare molto anche senza aprire un atelier del Gioco del dipingere. Prima di aprirlo è necessario e urgente comprendere perché i bambini disegnano e come ci si dovrebbe relazionare con un bambino che disegna, o per meglio dire traccia, per non disturbare un processo programmato dalla natura che ha un valore importantissimo per lo sviluppo dell’essere.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Perché i seminari divulgativi non possono costituire formazione per aprire un atelier.</span></strong><br />I seminari sugli studi di Arno Stern (che tengo io e chiunque altro in Italia) sono seminari divulgativi che non costituiscono una formazione per diventare serventi del Gioco del dipingere. Per fare questo lavoro e per aprire un atelier è necessario fare la formazione completa con Arno Stern di 10 giornate, comprendere a fondo gli studi di Stern, il ruolo del servente e le caratteristiche del Gioco del dipingere. <br />In un seminario di una o due giornate questo non può essere compreso e interiorizzato; è già molto difficile farlo dopo l’intero corso con Stern.<br />In Italia trovate seminari divulgativi nei quali è prevista una parte sperimentale che offre l’opportunità di “provare” a dipingere nell’atelier una volta, per vedere come funziona. Ho buoni motivi per credere che, nella maggior parte dei casi, questa sia una strategia commerciale nell’ottica del consumismo e del mordi e fuggi, che permette di vendere bene il corso. In altri casi può nascere invece dal fatto che chi la propone non abbia compreso ancora a fondo i cardini del Gioco del dipingere. <br />In ogni caso, come indica con chiarezza Arno Stern, non andrebbe fatta.<br />Io ho 13 anni di esperienza, niente in confronto ai 70 di Stern, ma sono sufficienti per poter dire che se si vuole comprendere davvero il Gioco del dipingere e vivere l’esperienza profonda che propone, è necessario partecipare con costanza e continuità per almeno un anno. Una “prova”, così come uno o due incontri, non sono significativi e possono addirittura essere controproducenti.<br />Vi spiego perché.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Perché dipingere una sola volta potrebbe essere un’esperienza negativa.</span></strong><br />L&#8217;esperienza del Gioco del dipingere ha senso solo se fatta con continuità nel tempo per immergersi nella &#8220;Traccia Naturale” e per vivere un&#8217;esperienza profonda e intensa quale dovrebbe essere.<br />Una o due &#8220;esercitazioni&#8221; pratiche sono riduttive e possono far sentire a disagio chi, fin da piccolo, è stato condizionato nel disegno perché non ha il tempo sufficiente per liberarsi dai condizionamenti subiti e ritrovare il piacere di tracciare (mediamente la maggior parte degli adulti).<br />Per immergersi nell’atto del tracciare e attingere alla “Formulazione” ci vuole tempo e molti sono i fattori e le variabili che le prime volte che si dipinge possono disturbare la serenità necessaria. Il Gioco del dipingere ha caratteristiche e condizioni molto precise che favoriscono questa immersione e non è detto che uno o due incontri siano sufficienti. Questo vale per tutti: grandi e piccini. Ognuno si porta dietro un bagaglio spesso pesante, e ha bisogno di tempo per alleggerirlo.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Perché “vedere” solo per un’ora o due come funziona il Gioco del dipingere è dannoso.</span></strong><br />&#8220;Vedere&#8221; come si svolge la pratica al di fuori della formazione completa è un&#8217;esperienza superficiale che non esprime il valore profondo di tutto ciò che ne sta alla base e porta solo ad improvvisare atelier senza consapevolezza, con conseguenze negative per chi dipinge.</p><p>Non è un’attività ricreativa, non è una “pittura verticale” dove è sufficiente tenere in ordine i colori e dare una mano a chi dipinge, senza intervenire o commentare. Bisogna conoscere a fondo i tracciati e i principi che li governano per non meravigliarsi di ciò che accade e per sostenere il lavoro profondo che ognuno sta facendo. Bisogna conoscere a fondo quale tipo di relazione bisogna costruire con chi dipinge e comprendere le dinamiche del gruppo. E’ un lavoro faticoso e impegnativo che necessita di una grande consapevolezza di se stessi e della pratica.</p><p><strong>Invece cosa accade spesso?</strong> Che le persone partecipano a seminari di uno o due giorni con la parte sperimentale, fanno due prove pratiche, pensano di aver visto e capito tutto e allestiscono e improvvisano atelier parlando di Gioco del dipingere, senza aver capito quasi nulla di cosa sia. Molte insegnanti lo fanno nelle loro scuole. Questo è dannoso per i bambini perché hanno alle spalle un adulto che non ha consapevolezza di ciò che fa.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Il Gioco del dipingere non è un’attività ricreativa, è una pratica profonda.</span></strong><br />Vi assicuro che come adulti, genitori, insegnanti, educatori, nonni, con le informazioni che vi do durante i seminari e con le riflessioni che vi invito a fare, potete mettere in atto moltissime dinamiche che proteggono i bambini e le bambine e salvaguardano ciò che la natura ha programmato. I miei seminari coinvolgono molto i partecipanti e permettono a chi partecipa di riflettere, condividere e toccare con mano ciò di cui parlo. <br />La parte sperimentale in atelier non vi serve. Se volete fare questo meraviglioso ma impegnativo lavoro c’è un’unica strada: fare una formazione completa.</p><p>Spero di essere riuscita a spiegarvi perché non propongo una parte sperimentale durante i miei corsi.</p><p>Buona scelta consapevole.<br />Maria Pia Sala</p><div id="pg-4672-0" class="panel-grid panel-no-style" data-ratio="1" data-ratio-direction="right"><div id="pgc-4672-0-0" class="panel-grid-cell" data-weight="1"><div id="panel-4672-0-0-0" class="so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child" data-index="0" data-style="{"><div class="textwidget"><div id="pg-4672-1" class="panel-grid panel-no-style" data-style="{" data-ratio="1" data-ratio-direction="right"><div id="pgc-4672-1-0" class="panel-grid-cell" data-weight="1"><p><em>Se l&#8217;articolo ti è piaciuto, lo puoi condividere sui social? Grazie! 🙂</em></p></div></div></div></div></div></div>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desideri divulgare o condividere le mie parole e ti ringrazio, ma ti chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me e al mio lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>&#8220;Nel Closlieu&#8221; &#8230;racconti del Gioco del dipingere</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/nel-closlieu-gioco-dipingere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 18:21:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido con voi un racconto di Ugo Brollo, amico e servente del Gioco del dipingere&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="5757" class="elementor elementor-5757">
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				<p><em>Condivido con voi un racconto di Ugo Brollo, amico e servente del Gioco del dipingere che racconta la sua prima esperienza nel <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://atelierdellatraccia.it/il-closlieu/">Closlieu</a></strong></span> (l&#8217;atelier del Gioco del dipingere) prima di fare la formazione con Stern e diventare servente. <br />Grazie Ugo!</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;">Nel Closlieu</span></strong></p><div>Le setole del pennello scivolano silenziosamente sul foglio appeso. La traccia, prima carica, poi via via più magra, lambisce altri segni lasciati poco prima, li sfiora, li asseconda, poi li avvolge e se ne appropria, li coinvolge in un movimento nuovo, ne assorbe il colore e lo infrange, per poi farlo riemergere in un tono nuovo, mai letto sulla tavolozza…</div><div>È una cosa che non si fa… lo so…  Il Praticien (servente) me lo fa delicatamente presente… </div><div>Chino quasi impercettibilmente il capo, come ad accogliere un meritato rimprovero… ma i miei occhi, celati dalla frangia distratta, brillano per la innocente trasgressione, e per la soddisfazione di aver ottenuto quel risultato magico, quella treccia di colori che nessuno ha mai saputo produrre prima su quei fogli.   </div><div>È la magia del Closlieu.</div><div>Qui il tempo non conta. Il mondo esterno non conta. Nulla conta, se non il mio pensiero. E forse nemmeno quello, perché ora, dopo aver trasformato il candore del foglio in un turbinio di colori, ho abbandonato ogni intenzione, e lascio che sia il profondo me stesso a guidare la mano.</div><div>Ecco: me stesso… </div><div>Quante volte mi hanno detto che devo essere me stesso, che devo saper stare con me stesso, che devo essere consapevole di me stesso… </div><div>Non ne ho mai capito, prima, il significato. </div><div>E non ho mai sopportato l’idea del dover essere.</div><div>Ma qui il me stesso mi è venuto incontro, leggero ed impalpabile, all’inizio. Finché me lo sono sentito addosso di colpo, con tutta la sua prorompente e sconvolgente energia. E io l’ho accolto.</div><div>Ho allargato il cuore e la mente. E l’ho accolto.</div><div>Ed ora so dove conducono tutti i sentieri tracciati da Maria Montessori, i suoi insegnamenti, le sue riflessioni. Fino ad ora ho ascoltato, ho riflettuto, ho capito. Ma ora, in questo luogo segreto e magico, … ho compreso.</div><div>Ora mi è chiaro cosa significhi amore per i bimbi. L’ho compreso.</div><div>Mi è chiaro cosa significhi fiducia profonda in loro. L’ho compreso.</div><div>Ho compreso cosa significa accompagnarli nel loro cammino; non precederli, né seguirli. Accompagnarli. Leggero ed impalpabile, seppur presente.</div><div>È strano come si debba lavorare tanto per ri-scoprire queste cose… Ri-scoprire: si, perché le conoscevo già. Da bambino. </div><div>Eravamo grandi, da bambini.</div><div>Intanto il pennello continua a scorrere sul foglio, e si permette anche di sbordare, a volte. Io non glielo impedisco, perché so che la traccia che lascerà sul pannello, oltre il bordo del foglio, si sommerà alle mille tracce già impresse da tante setole, prima delle mie. E so che sopravvivrà allo scorrere del tempo, diventando parte della storia di questo luogo. </div><div>Che ormai non è più nemmeno un luogo… è altro. </div><div>È un mondo, un universo.</div><div>Un utero, accogliente, sicuro… quasi sacro…</div><div>Osservo i miei compagni, il loro flusso. Percepisco il loro essere profondo. Mi sento fortemente coinvolto, presente… e d’un tratto… lo comprendo: è più profondo di un utero. Più sacro…</div><div>È l’Anima.</div><div>Il colore, il pennello, il movimento, il fluido che sento… tutto questo… è l’Anima.</div><div>Ed ognuno di noi è un’espressione diversa di questa stessa Anima. Ognuno è un’esperienza diversa di questa stessa, grande Anima.</div><div>E non può essere che così… in fondo, attingiamo tutti alla stessa tavolozza…</div><div> </div><div><em> Ugo Brollo</em></div><div><em>21/04/2018 </em><em>Gemona del Friuli (UD)</em></div><div id="pg-4672-0" class="panel-grid panel-no-style" data-ratio="1" data-ratio-direction="right"><div id="pgc-4672-0-0" class="panel-grid-cell" data-weight="1"><div id="panel-4672-0-0-0" class="so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child" data-index="0" data-style="{"><div class="textwidget"><div id="pg-4672-1" class="panel-grid panel-no-style" data-style="{" data-ratio="1" data-ratio-direction="right"><div id="pgc-4672-1-0" class="panel-grid-cell" data-weight="1"><p> </p></div></div></div></div></div></div>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desideri divulgare o condividere le mie parole e ti ringrazio, ma ti chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me e al mio lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Le rime del Closlieu</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/le-rime-del-closlieu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2023 09:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido con voi due riflessioni di Anna Gottardi, mia cara amica e servente del Gioco&#8230;]]></description>
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				<p><em>Condivido con voi due riflessioni di Anna Gottardi, mia cara amica e servente del Gioco del dipingere che conosce profondamente ciò che accade nel <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://atelierdellatraccia.it/il-closlieu/">Closlieu</a></strong></span> (l&#8217;atelier del Gioco del dipingere). <br />Grazie Anna!</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;">Il Closlieu in rima</span></strong><br />La classe senza maestro<br />dove ognuno è sincero e diverso<br />è il servente a prendersi cura<br />dei presenti dentro le mura.</p><p>I bei fogli bianchi e i colori<br />coi pennelli da intinger nei cuori<br />per l&#8217;emerger di antica memoria<br />che non vuole né arte né gloria.</p><p>Solo mani intente a operare<br />dentro il gioco del fare per fare,<br />poche regole in semplicità<br />stabilite per la libertà<br />di tracciare la mia essenza buona<br />nel rispetto dell&#8217;altra persona.</p><p><em>Anna Gottardi</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;">Il bisogno profondo<br /></span></strong>Siamo esseri creati<br />e portiamo in noi<br />la memoria della creazione.<br />È attingendo a questa memoria<br />che a nostra volta<br />possiamo diventare esseri creatori,<br />creatori dell&#8217;uomo nuovo<br />che è in noi<br />e che ha bisogno di essere completato<br />dalle proprie stesse mani.</p><p><em>Anna Gottardi</em></p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desideri divulgare o condividere le mie parole e ti ringrazio, ma ti chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me e al mio lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Perché i miei seminari sono in diretta e non registrati: il valore del cambiamento</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/il-valore-dei-seminari-e-dei-corsi-in-diretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 12:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari esperienziali]]></category>
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					<description><![CDATA[Molte persone mi chiedono se posso registrare le conferenze o i seminari perché non riescono&#8230;]]></description>
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				<p>Molte persone mi chiedono se posso registrare le conferenze o i seminari perché non riescono a partecipare in presenza (se pur on line) e vorrebbero prendersi il tempo adeguato. <br />Ma siamo sicuri che sia più adeguato?</p><p>Vorrei spiegarvi perché non li registro e non li rendo disponibili in altri momenti.</p><p>Sono consapevole che per molti motivi non si riesca a partecipare in presenza agli eventi e che sia più semplice guardarseli quando si ha tempo. Ma per un attimo vorrei provare a rovesciare la prospettiva, proprio nell’ottica del Gioco del dipingere e del Closlieu.</p><p>E’ un po’ la stessa riflessione che faccio quando a volte alcuni genitori mi dicono: “posso fare il Gioco del dipingere a casa: allestisco una parete, non intervengo e mio figlio, o mia figlia, dipinge quando ne ha voglia”. La mia risposta è: non sarebbe il Gioco del dipingere e non porterebbe i frutti che dovrebbe.</p><p>Il Gioco del dipingere deve essere fatto in gruppo, ha bisogno di condizioni precise e il servente (&#8220;praticien&#8221; in francese) ha un ruolo fondamentale per favorire la manifestazione della Formulazione.</p><p>Allo stesso modo i miei seminari affrontano una tematica che non può essere affrontata in autonomia. Non sono seminari in cui io parlo e gli altri ascoltano. Alcuni corsi è possibile frequentarli in modalità registrata perché chi partecipa ascolta e basta.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Io cerco invece di accompagnare i partecipanti in una riflessione sia personale che condivisa.</span></strong></p><p>Scoprire gli studi di Arno Stern non significa imparare quali tracciati ha scoperto. Significa, dal mio punto di vista:</p><ul><li>destrutturare lo sguardo;</li><li>slegarsi dai condizionamenti che ci si porta dietro fin da piccoli;</li><li>imparare a vedere il bambino e i processi naturali con un nuovo sguardo;</li><li>in alcuni casi mettere in discussione il proprio modo di agire, sia come genitori che come insegnanti o educatori, per scoprire un nuovo modo di agire.</li></ul><p>Questo è possibile solo attraverso un lavoro condiviso e uno scambio reciproco.</p><p>Nei miei seminari non è solo il mio contributo che fa la differenza, ma le riflessioni che emergono dai partecipanti.</p><p>Arno Stern dice che il servente del Gioco del dipingere è come un direttore d’orchestra e che i partecipanti sono l’orchestra. Come può un’orchestra suonare senza il direttore d’orchestra o se i musicisti suonano ognuno a casa propria con i propri tempi?</p><p>Durante i seminari scorrono i pensieri, scorrono le emozioni, scorrono le riflessioni e questo flusso ha bisogno di sintonizzarsi con il flusso degli altri.</p><p>Registrare gli eventi e permettere alle persone di guardarseli quando hanno tempo, significa adeguarsi al sistema del consumismo, al mordi e fuggi, al fare individuale, ma la società ha bisogno di altro per trasformarsi.</p><p><strong><span style="color: #db4242;"> E io desidero partire da qui: porre le riflessioni per costruire una nuova società.</span></strong></p><p>Concordo: sicuramente è più impegnativo. Ma partecipare in presenza significa aver scelto di dedicare del tempo a quell’argomento che abbiamo a cuore, con presenza, consapevoli della risonanza che noi possiamo avere negli altri e che gli altri possono avere in noi.</p><p>Ognuno ha motivi validi per preferire di seguire un corso registrato, quando ha tempo (i figli, altri corsi, la famiglia, gli impegni, la salute…). E alcuni corsi sono adatti al lavoro individuale, ma i miei seminari hanno bisogno di presenza, se pur on line, per aprire nuovi sguardi .</p><p>Forse il punto è: quanto sono motivato e voglio/posso dedicarmi a questo argomento e immergermi?</p><p>Colgo l’occasione per far riflettere ancora una volta sul valore educativo di questo. Stiamo abituando i bambini al mordi e fuggi, all’abbandonare alla prima fatica, al cambiare l’attività appena si presenta un po’ di noia. Li abituiamo a passare da una cosa all’altra con superficialità, senza averla sperimentata davvero.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Ma che mente formano in questo modo i bambini? </span></strong></p><p>La perseveranza, la resilienza, il senso di comunità, l’impegno, la motivazione profonda sono tutte dimensioni mentali che raramente li aiutiamo a coltivare. Ma questo li rende fragili, incapaci di arrivare fino in fondo, di scegliere con consapevolezza, di perseverare anche di fronte alle difficoltà. Cosa impareranno a fare da grandi? A lasciare il lavoro o il compagno o la compagna o un amico alla prima difficoltà, li abituiamo ad abbandonare un sogno ancor prima di aver cominciato a realizzarlo.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Come può esserci un cambiamento nelle persone se non si creano le condizioni adeguate? </span></strong></p><p>Così come un bambino nel Gioco del dipingere ha bisogno di uno spazio preciso, di un gruppo di persone di diverse età e di tempi lunghi per incontrare se stesso e liberarsi dai condizionamenti, così nei miei seminari i partecipanti hanno bisogno di un tempo per loro, di un’immersione e della presenza degli altri per arricchire la loro esperienza.</p><p>Io credo profondamente che se da un lato il cambiamento avviene dentro ad ognuno di noi, dall’altro non può avvenire se ci isoliamo dagli altri; continueremmo a rimanere legati ai nostri pensieri, ci faremmo delle domande e ci daremmo delle risposte senza che nulla possa contrastare e quindi arricchire questo dialogo interiore.</p><p>Un compromesso l&#8217;ho già dovuto trovare e tengo i seminari on line per agevolare almeno gli spostamenti dei partecipanti, ma sul non farli in diretta sono ancora molto perplessa.</p><p>Quindi finché riuscirò ad andare contro corrente e persone che sono in questa lunghezza d’onda continueranno a partecipare ai miei eventi, io tengo questa linea. In futuro chissà.</p><p>Spero dunque troverete la motivazione e sceglierete il tempo adeguati per partecipare in presenza ai miei seminari, ci tengo di più ad incontrarvi, se pur on line, e ad ascoltarvi che a non sapere neanche chi siete.</p><p>Maria Pia Sala</p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desideri divulgare o condividere le mie parole e ti ringrazio, ma ti chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me e al mio lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Cari praticiens, compagni di straordinaria avventura&#8230;</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/il-gioco-del-dipingere-nel-2022-una-riflessione-per-i-colleghi-praticiens/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2022 18:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[gioco del dipingere]]></category>
		<category><![CDATA[natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[studi di Stern]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Gottardi]]></category>
		<category><![CDATA[Closlieu]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco del Dipingere]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari praticiens (serventi del Gioco del dipingere) il mese scorso abbiamo organizzato un incontro sui&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="5417" class="elementor elementor-5417">
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				<p>Cari praticiens (serventi del Gioco del dipingere) il mese scorso abbiamo organizzato un incontro sui valori e sulle regole del Gioco del dipingere aperto a tutti i praticiens. Si è parlato di “continuità annuale” e di “non prova”, due caratteristiche indispensabili.</p><p>E’ stata posta da qualche partecipante un&#8217;importante riflessione: &#8220;<strong>Arno Stern ha messo a punto il Closlieu molti anni fa, i tempi adesso sono cambiati e bisogna trovare delle strategie per rimanere a passo con i tempi</strong>&#8220;.</p><p>Molte volte ho sentito questa frase e ha sempre stimolato in me riflessioni. Avevo scritto un articolo qualche anno fa su questo, era rivolto al pubblico, chi volesse leggero lo trova qui <span style="color: #3366ff;"><strong>“<a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://atelierdellatraccia.it/arno-stern-e-il-gioco-del-dipingere-la-modernita-di-quasi-un-secolo-di-storia/">La modernità di quasi un secolo di storia</a>”</strong>.</span></p><p>Adesso scrivo a voi praticiens, miei colleghi, miei compagni di questo incredibile lavoro, per condividere con voi le mie riflessioni senza la pretesa né di avere ragione, né di farvi cambiare idea. Non ho verità in mano, ho solo ciò che ho vissuto nel mio Closlieu e desidero condividerlo con voi.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Io non penso che Stern abbia vissuto in un’altra epoca, che adesso le cose siano cambiate e che sia necessario adeguarsi al cambiamento per far funzionare il Gioco del dipingere.</span></strong></p><p><span style="color: #000000;">Arno Stern è an</span>cora vivo e ha lavorato nel suo Closlieu fino a due anni e mezzo fa (ha interrotto per il Covid); ha incontrato centinaia di bambini nel suo Closlieu, per 70 anni. Fino a qualche decennio fa le persone andavano a dipingere a “centinaia a settimana” dice Arno, con entusiasmo fin dal primo incontro.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Siete davvero convinti che sia rimasto fermo a 70 anni fa?</strong></span> Non è rimasto fermo a 70 anni fa, neanche a 50, né a 10 a mio parere. Ha continuato a “rinnovare” il Gioco del dipingere. I valori della “non prova” e della “continuità annuale” ne sono la dimostrazione.</p><p>Se c&#8217;è una persona che ha davvero visto come sono cambiati i tempi e i bambini negli ultimi 70 anni, credo sia proprio lui, non certo chi come noi pratica il Closlieu da qualche anno o dieci o venti. <br />Basta fare due conti, ne ha compiuti 98.</p><p>Noi li vediamo oggi. Stern li ha potuti vedere per quasi un secolo.</p><p><strong>Ha potuto vedere nella Formulazione</strong>, all&#8217;inizio della sua esperienza e soprattutto nelle popolazioni risparmiate,<strong> qual è la vera natura del bambino, ha potuto incontrare i bambini autentici. E lo ha mostrato con evidenza ad ognuno di noi durante il corso.</strong></p><p><span style="color: #db4242;"><strong>I bambini non sono cambiati. E&#8217; la società che è cambiata.</strong></span></p><p>Dunque, cosa significa &#8220;adattarsi ai tempi&#8221;? <br />Arno Stern non si è svegliato una mattina e ha deciso come fare il Closlieu. Ci ha messo 70 anni per arrivare a quello che oggi è il Gioco del dipingere, non ha deciso a priori come doveva essere. Ha solo continuato a trovare risposte ai BISOGNI che emergevano in chi dipingeva. Non ha cercato risposte ai bisogni della società.</p><p>Ogni dettaglio, ogni sfumatura, ogni regola è nata in risposto ad <span style="color: #db4242;"><strong>un BISOGNO PROFONDO e AUTENTICO</strong></span>, non superficiale  ed effimero come quelli che la società inculca ai bambini fin da quando sono piccoli.</p><p>Stern ha potuto vedere attraverso la Formulazione di cosa hanno davvero bisogno i bambini.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>E i bambini sanno di cos’hanno bisogno? </strong></span></p><p>Si lo sanno da quando sono nella pancia della loro mamma. Io ho una fiducia incondizionata in loro.</p><p>Ma fin da quando sono piccolissimi, facciamo perdere loro il contatto con il loro essere profondo, quello che davvero sa di cos’hanno bisogno. Li disturbiamo e li confondiamo e facciamo credere loro che la felicità sia essere i migliori, essere premiati, lodati, sia emergere a scapito degli altri, sia pensare a se stessi. La società fa credere ai bambini che la felicità sia nel mordi e fuggi, nell’assaggio delle cose, nel non affrontare le difficoltà ma nel fuggire.</p><p><strong>Molti bambini oggi più grandi sono, meno sono in contatti con se stessi e meno sanno riconoscere di cos’hanno davvero bisogno</strong>; pensano di aver bisogno delle lodi, delle mostre dei loro “prodotti”, pensano di aver bisogno di assaggiare superficialmente qualcosa e di cambiare continuamente attività. Non sanno più cosa voglia dire giocare, non sanno più cosa significhi immergersi in qualcosa e vivere quella dimensione mentale straordinaria dell’atto del creare, in cui la neocorteccia non è coinvolta.</p><p>Entrano fin da piccolissimi nella logica del consumismo, ma non è la loro dimensione naturale.</p><p>E’ per questo che noi abbiamo il dovere da un lato di proteggerli da ciò di cui non hanno bisogno e dell’altro di trovare risposte al loro essere profondo. Dobbiamo creare le condizioni affinché possano attingere a se stessi e scoprire quanto sono straordinari e capaci.</p><p><strong>Come fa un bambino a scoprire la profondità del suo essere in due mesi?</strong> Come fa a capire con una prova se gli piace Gioco del dipingere quando ha mille etichette appiccicate addosso, è pieno di paure e non ha fiducia in se stesso? Come fa a capire che lì è al sicuro, che lì può lasciar andare la sua corazza, che lì nessuno lo giudica o lo etichetta, che può fidarsi di se stesso?</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Ci vuole tempo, tanto tempo.</strong></span></p><p>I bambini, nella loro natura, non sono diversi dai bambini  che ha incontrato Stern nell’orfanotrofio e nelle popolazioni risparmiate, i bambini hanno gli stessi bisogni e al giorno d’oggi ancora di più. Ed è per questo che il rigore è l’unica strada per sostenerli.</p><p>Chi ha fatto la formazione con Stern e ha visto cos’è la Formulazione e di quale profondità e immersione è capace di raggiungere chi dipinge nel Closlieu, non può non accorgersi di tutto questo.</p><p><strong>Se “adeguarsi ai tempi” significa adeguarsi alle richieste della società, del mercato, dei genitori, delle altre attività, nostre, non sono d’accordo. </strong></p><p>Potete provare a giustificare questa strada come preferite, parlando di “libertà” o di “adeguamento ai tempi”, ma rimane una scorciatoia per non prendersi la responsabilità fino in fondo di ognuna delle persone che si avvicinano al Closlieu. E’ una strada più facile per avere più iscritti. <strong>Non è la risposta ai bisogni profondi dei bambini.</strong> E’ un bisogno personale, dell&#8217;associazione o della struttura, o dei genitori.</p><p>Possiamo discutere di quanto questo sia accettabile o meno, a volte è dettato dall’esigenza di arrivare alla fine mese, di sostenere una scuola o un Closlieu. Tutte motivazioni lecite e comprensibili, ma non è una risposta ad un bisogno profondo dei bambini.</p><p>E se ognuno di noi vuole davvero fare il servente del Gioco del dipingere e ha davvero a cuore i bambini, deve riflettere su questo punto e farsi alcune domande: con questa scelta sto rispondendo ad un bisogno profondo del bambino che verrà a dipingere o ad una mia esigenza per sostenermi? O al mio ego? O o alle esigenze dei genitori? O all’idea che mi sono fatto del bambino?</p><p>Ogni giorno in ogni scuola molte delle scelte che vengono fatte mettono il bambino all’ultimo posto. Per chi si fanno le mostre dei disegni? Per chi si fanno i lavoretti? Per chi si mandano a casa i disegni? Vogliamo continuare a raccontarci che lo si fa per i bambini?</p><p>E noi praticiens, allo stesso modo, vogliamo adeguarci a questo sistema e continuare a raccontarci che “prova” e “pochi incontri” li proponiamo per il bene dei bambini per adeguarci ai tempi?</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Proporre la prova e la non continuità, significa non rispondere ad un bisogno dei bambini. Significa limitare la possibilità dei bambini di incontrare la Formulazione. </strong></span></p><p>Non so quanta esperienza abbia ognuno di noi per poter agire in “libertà”, ma Stern dice che neanche un anno a volte è sufficiente per accedere alla Formulazione al giorno d’oggi. Dice che la Formulazione non si manifesta quasi più e che se lui non l’avesse vista 50 anni fa in tutta la sua potenza, adesso non riuscirebbe neanche a riconoscerla da tanto i bambini sono condizionati.</p><p>Dice: “tutto è rotto in loro, tutto è distrutto”. Se vogliamo fare questo lavoro dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo creare le condizioni affinché i bambini si ritrovino e ricostruiscano ciò che la società ha rovinato in loro. E non è concedendo la prova o che dipingano quando ne hanno voglia che arriveranno a questo.</p><p><strong>In molte realtà educative mi son sentita dire: “Il bambino deve poter scegliere quando ha voglia di dipingere”.</strong></p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Ma un bambino che è stato convinto dagli adulti di non saper disegnare, o che ha paura di sbagliare, o che non sa più giocare,… è libero di scegliere?</strong></span></p><p>No! Scappa semplicemente.</p><p>Iniziamo a prenderci le nostre responsabilità. Impariamo a saper riconoscere i veri bisogni dei bambini e troviamo la forza di sostenerli anche quando questo vuol dire portarli a dipingere anche se credono di non volerlo. Quanta fatica! Quanto difficile veder un bambino star male. Ma non siamo noi che lo facciamo star male. Lui sta male perché “è tutto rotto in lui”, è tutto ostacolato, e quando mette piede nel Closlieu si porta dietro questo bagaglio pesante di cui deve liberarsi. Solo il tempo lo può alleggerire.</p><p><strong>“Il bambino nel Closlieu impara ad essere”. “Il bambino nel Closlieu scopre di essere capace”. Questo dice Stern.</strong></p><p>E chi ha un po’ di esperienza e ha fatto le cose come andrebbero fatte, queste cose la ha vissute, le ha viste nel suo Closlieu. E si è emozionato e forse commosso dalla gioia nel vedere i bambini che riconquistano se stessi.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Chi crede davvero che siano sufficienti due mesi per tutto questo?</strong></span></p><p>Io ho la sensazione che da parte di molti praticiens ancora non ci sia questa consapevolezza. A me ne mancano sicuramente molte altre. Ognuno ha la sua storia. Ognuno di noi con i suoi tempi, con i suoi tentativi, con i suoi errori arriverà a crescere in consapevolezza, toglierà il velo che ha davanti agli occhi e scoprirà che Stern forse ha visto molto più lontano di tutti noi e forse è molto più al passo con i tempi di noi.</p><p>Ogni giorno mi domando quante cose devo ancora comprendere, imparare a vedere e a riconoscere. So quanta strada devo fare. Non ho certezze e verità, ho solo potuto vedere con i miei occhi in questi 12 anni nel mio Closlieu che tutto quello che Stern mi ha detto è lo stato delle cose. Ho visto cosa accade dopo qualche mese di Closlieu, ho visto cosa non accade dopo qualche mese di Closlieu e a volte anche dopo un anno (perché un anno a volte non basta). Ho visto bambini trasformarsi, scoprire di valere, scoprire di essere capaci. Ho visto bambini piangere le prime volte, bambini che non volevano dipingere e dopo qualche mese li ho visti sorridere, felici, immersi nel piacere di tracciare. Ho visto bambini che non hanno voluto prendere il pennello in mano per un mese e mezzo ma venivano comunque in atelier perché stavano bene e poi li ho visti immergersi, ho visto i loro occhi brillare. Ho visto arrivare bambini inquieti, agitati, iperattivi con mille etichette cucite addosso che dopo qualche mese di Closlieu dipingevano un’ora e mezza e si infastidivano a sentire confusione.</p><p><strong>Ma ho potuto vederle perché ho dato ai bambini l’opportunità di attingere alla Formulazione regalando loro un tempo lungo. Se avessi permesso loro di lasciare alla prima difficoltà, avrei precluso loro questa possibilità.</strong></p><p>Sono consapevole che ho sbagliato tantissime cose in questi 12 anni e continuo a sbagliarne. Mi interrogo alla fine di ogni incontro del Gioco del dipingere sul mio agire. So quante volte, per inesperienza, non ho favorito la Formulazione. So quanti errori ho fatto. E ognuno dei miei errori purtroppo l’ha pagato qualche bambino e nel mio cuore chiedo spesso scusa ai quei bambini che non ho saputo ascoltare e vedere per inconsapevolezza.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se mi batto perché il Gioco del dipingere sia autentico, cercando di diffondere consapevolezza affinché i praticiens siano consapevoli di ogni scelta che fanno e di ogni gesto e parola che utilizzano nel Closlieu è solo ed esclusivamente per proteggere i bambini.</strong></span></p><p>Sono stanca di sentire mille giustificazioni da parte di chi si prende la libertà di cambiare le condizioni del Gioco del dipingere dopo un corso di formazione e qualche anno (o neanche) di esperienza.</p><p>Prima di prendersi libertà bisogna conoscere a fondo il Gioco del dipingere, aver sperimentato davvero ciò di cui parla Stern integralmente, e forse dopo si può azzardare un cambiamento.</p><p><strong>Sono d’accordo, forse sarà nostra responsabilità “rinnovare” il Closlieu se necessario e apportare qualche modifica nel tempo, <span style="color: #db4242;">ma potremo farlo solo quando saremo profondamente consapevoli di ogni dettaglio.</span></strong></p><p>Non possiamo avere la presunzione di farlo senza aver prima sperimentato il vero Gioco del dipingere. Io ho avuto questa presunzione i primi tempi, pensavo di poter prendermi delle libertà perché credevo di aver capito. E così andavo incontro alle esigenze dei genitori, alle finte esigenze dei bambini, alle mie esigenze per riuscire a sostenere il Closlieu. Ma  nel giro di un anno o due, son tornata sui miei passi su tutto perché mi sono accorta che il Gioco del dipingere era efficace solo se fatto come Stern indica. Ho iniziato a fidarmi di lui davvero e ho visto succedere cose straordinarie.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Potremmo azzardare un cambiamento solo se lo faremo per rispondere ad un bisogno profondo di chi dipinge, che coinciderà con il bisogno universale di ogni essere umano.</span> Saranno modifiche che dovranno andare nella direzione del rispetto dei processi naturali, non della società.</strong></p><p>Essere rigorosi significa rimanere fermi nel passato? Adeguarsi ai tempi significa evolvere? E se fosse proprio salvaguardando, attraverso il rigore, ciò che la natura ha programmato che c’è qualche speranza di un futuro migliore per i bambini?</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>“Ma bisogna sostenersi economicamente!” dicono alcuni praticiens. </strong></span></p><p>Certo, bisogna riuscirci, ma non è sulla pelle dei bambini che bisogna farlo. Bisogna farlo andando contro corrente. L’unica strada è diffondere consapevolezza, creare cultura della Formulazione e del Closlieu. Aiutare i genitori cambiare sguardo non solo sui loro bambini ma anche sulla società. E se questa scelte, soprattutto i primi tempi, porteranno  a non riuscire a sostenere il Closlieu, bisogna trovare altre forme di sostentamento e attendere con pazienza che i tempi siano maturi.</p><p>Cedere ai compromessi non porta lontano.</p><p>E’ faticoso, molto, ma straordinario ed entusiasmante quando si tocca con mano il cambiamento.</p><p>Io continuerò a stare dalla parte dei bambini e continuerò a fare tutto quello che serve per diffondere consapevolezza e cultura del Gioco del dipingere e del Closlieu. Chi ne comprenderà il valore si iscriverà e iscriverà i suoi bambini; chi non lo comprenderà li iscriverà ad un corso di disegno di quattro incontri in cui forse si divertirà, ma non avrà nulla a che fare con il piacere profondo che avrebbe potuto provare incontrando la Formulazione.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">E vi chiedo cari praticiens di non rovinate la cultura del Closlieu andando per altre strade</span></strong>, c’è già chi senza formazione lo sta facendo e sta facendo diventare il Gioco del dipingere una misera attività da vendere a buon prezzo.</p><p>Vi invito a comprendere in profondità le indicazioni di Arno e a fidarvi della sua esperienza di 70 anni, ho buoni motivi per credere che vedrete accadere cose straordinarie. </p><p><strong>Rimaniamo uniti e rigorosi perché solo così il Gioco del dipingere sarà davvero unico e straordinario.</strong></p><p>Se mi sto sbagliando, sarò pronta a tornare sui miei passi.</p><p>Buona strada.<br />Maria Pia Sala</p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desideri divulgare o condividere le mie parole e ti ringrazio, ma ti chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me e al mio lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Perché tutti dovrebbero conoscere gli studi di Arno Stern sul disegno dei bambini</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/perche-tutti-dovrebbero-conoscere-gli-studi-arno-stern/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 15:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[studi di Stern]]></category>
		<category><![CDATA[Arno Stern]]></category>
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					<description><![CDATA[Con tutti i corsi che si trovano in giro sul disegno infantile per comprenderlo, per&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4953" class="elementor elementor-4953">
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				<p>Con tutti i corsi che si trovano in giro sul disegno infantile per comprenderlo, per abbellirlo, per favorirlo, per interpretarlo, per insegnarlo, per far crescere piccoli artisti,&#8230; in effetti ci si domanda: <strong>cosa avrà in più da dire Arno Stern?</strong></p><p>Forse non ha &#8220;in più&#8221; da dire, ma ha da dire qualcosa di talmente straordinario e diverso che <strong>riguarda l’essere umano,</strong> che tutti dovrebbero conoscerlo:<span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://atelierdellatraccia.it/la-traccia-naturale/"> la Formulazione</a></strong>.</span></p><p>Che parola strana! L’ha coniata Arno Stern quando ha scoperto che <span style="color: #000000;"><strong>esiste un codice universale, con leggi ben precise che lo governano, che è dentro ad ogni essere umano</strong>…</span> e forse non solo. Ha scoperto che ognuno di noi, se si trova in uno stato mentale libero dai condizionamenti, manifesta dei tracciati che sono universali, uguali in tutte le persone del mondo indipendentemente dalla cultura, dal sesso, dall’età, dal carattere, dall’esperienza,&#8230;</p><p>Vi siete mai domandati perché molti adulti quando sono sopra pensiero al telefono o ad una conferenza scarabocchiano? Ha a che fare con l’arte o con un bisogno molto più profondo come “l’atto del tracciare”? E <strong>perché i bambini fanno tutti la casetta allo stesso modo, così come il personaggio o l’albero, oppure la linea di cielo e la linea di terra?</strong> E se qualcuno avesse scoperto che questo non ha nulla a che fare con l&#8217;arte, con uno stereotipo e che nessuno copia da nessuno, <strong>ma che è qualcosa che ha bisogno di sgorgare come una sorgente dalla terra o la lava da un vulcano?</strong></p><p>Ecco la grande scoperta di Stern: l<strong>’essere umano ha bisogno di tracciare e questo non ha nulla a che fare con l’arte</strong>, ma ciò che scaturisce da un atto così intenso e profondo è così pieno di armonia (ritmo, colore, spazio,…) che è meraviglioso. <strong><br /></strong></p>					</div>
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				<p>Ma è meraviglioso solo quando non c’è un osservatore a cui è destinato, solo quando non c’è un obiettivo da raggiungere, solo quando non c’è un limite di tempo e di spazio per realizzarlo, solo quando non c’è una paura o un’insicurezza ad ostacolarlo (“è corretto?” “Sono stato bravo?” “Ti piace?”).</p><p>Può sgorgare solo se l’essere umano è libero da tutto ciò che lo può condizionare e ha la possibilità di manifestarsi all’ennesima potenza solo in un luogo protetto, messo a punto in 70 anni di esperienza da Arno Stern: <strong>il Closlieu, l&#8217;atelier del Gioco del dipingere</strong>.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Perché dunque conoscere gli studi di Arno Stern?<br /></strong></span><strong><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #db4242;">Perché:</span><br /></span> </strong></p><ul><li><strong>ognuno di noi ha il diritto di sapere che attraverso l’atto del tracciare può manifestare dei tracciati universali che Stern riconduce alla memoria dello sviluppo dell&#8217;organismo</strong>, quella dei primi due anni di vita dal concepimento, una memoria alla quale razionalmente non possiamo attingere (gli studi di neuroscienze sulla memoria cellulare confermano l’esistenza di questa memoria organica riconosciuta da Arno Stern);</li><li><strong>ogni bambino</strong> (come del resto ogni adulto) <strong>ha il diritto di lasciar fluire questa memoria attraverso il gesto libero del tracciare</strong>, per connettersi a questa parte profonda e autentica di sé e, attraverso questo, rafforzare la fiducia in se stesso e formare una mente autonoma e sicura;</li><li><strong>ogni adulto ha il dovere di non togliere questo diritto ai bambini, diritto che ahimé stiamo togliendo loro giorno per giorno man mano che crescono, senza rendercene conto</strong>; non sapendo ciò che accade nel loro foglio quando disegnano, inconsapevolmente continuiamo ad intervenire e a sabotare questo processo naturale e spontaneo che evolverebbe tutta la vita.</li></ul><p><span style="color: #db4242;"><strong>Vi state domandando come sabotiamo questo processo naturale?</strong> </span></p><p>Confondendo un gesto spontaneo, un fenomeno universale, un gioco intenso, con l’opera di un&#8217;artista o con qualcosa che deve rispecchiare la realtà, mettendo così in atto varie dinamiche controproducenti:<br />1) <strong>chiedendogli per esempio cos’ha disegnato</strong> già nei suoi primissimi preziosi scarabocchi;<br />2) <strong>correggendo</strong> le cose che disegna invece di rispettare i tracciati spontanei che emergono;<br />3) <strong>facendogli credere che ciò che sta nascendo sul foglio sia un’opera d’arte</strong> e quindi spostando la sua attenzione dal piacere del fare in quel momento al risultato, dalla spontaneità di un gioco ad un’opera da ammirare;<br />4) <strong>mostrando il suo disegno come un prodotto</strong> da appendere (al frigo o in classe,…) e sottoporre al giudizio di tutti;<br />5) <strong>valutando o lodando </strong>con “che bravo”, “che bello”, “che grande artista” (spesso anche non con sincerità) ogni disegno che fa e quindi innescando delicate dinamiche di dipendenza da ciò che l’adulto si aspetta e desidera e facendo dipendere la sua identità, in costruzione, da ciò che pensa e vede l’adulto in lui;<br />6) <strong>pretendendo che il bambino metta in scena sul foglio qualcosa che rispecchi e rappresenti la realtà</strong>. Ma come mai quando gioca viene universalmente accettato che una scatola sia una casetta, che il manico di una scopa sia un cavallo o una cannuccia una bacchetta magica, ma quando disegna ogni elemento deve essere fedele alla realtà? E se i bambini giocassero mentre disegnano?</p><p>Tutte queste dinamiche che mettiamo in atto come società, se pur con le migliori intenzioni, sono legate al concetto di educazione artistica, alla tradizione con cui siamo cresciuti, a ciò che abbiamo studiato sui libri all’università o a ciò che ci hanno sempre fatto credere. Nel Gioco del dipingere messo a punto da Arno Stern invece tutte le condizioni proteggono l&#8217;atto del tracciare e permettono ad ognuno di sentirsi libero di essere se stesso.dei tr</p>					</div>
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				<p><span style="color: #ff6600;"><strong><span style="color: #db4242;">Eravate felici da piccoli</span><span style="color: #000000;"><span style="color: #db4242;"> quando</span></span><span style="color: #000000;"> un adulto commentava il vostro disegno, o vi dava un tema da svolgere o un disegno da copiare, oppure vi propinava mille fotocopie da riempire di colore o addirittura vi dava un voto dicendovi che non sapevate disegnare?</span></strong></span> Perché la maggior parte degli adulti non ama disegnare ed è convinta di non saper disegnare …ma quando era piccola amava farlo?</p><p><strong>Chi scopre la Formulazione e gli studi di Arno Stern difficilmente rimane indifferente</strong>; quasi sicuramente mette in discussione tutte queste modalità e ribalta tutto, perché non può più andare avanti con uno sguardo limitato sul disegno spontaneo dei bambini… e degli adulti.</p><p>Ormai è quasi dieci anni che tengo seminari e conferenze sull’argomento, ho parlato a circa 1000 persone e posso dire con entusiasmo che quasi tutti i partecipanti agli eventi rimangono profondamente colpiti di fronte ai tracciati e a ciò che dimostrano gli oltre 500.000 disegni che ha raccolto Stern in giro per il mondo in 70 anni. <strong>Quando si scopre la Traccia Naturale non è possibile non riconoscerla ovunque</strong>, soprattutto nei disegni dei bambini, e non è possibile continuare a relazionarsi con i bambini come si faceva prima di conoscerla.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Cosa accade quando si scopre la Formulazione?</strong></span></p><p><strong>Ogni adulto che prende consapevolezza della Formulazione e inizia a rispettare ciò che è il disegno spontaneo senza intervenire, è un adulto che non ostacola il processo spontaneo in atto nel bambino ma favorisce il contatto profondo con la parte più autentica di sé.</strong></p><p>Ecco perché secondo me è necessario, urgente e prezioso che tutti scoprano gli studi di Arno Stern e li approfondiscano!</p><p><strong>Proteggere i bambini dai condizionamenti, significa favorire il fluire della Formulazione </strong>e come conseguenza <strong>salvaguardare la loro autenticità, la loro forza d’animo, il loro credere in se stessi, il loro essere profondo, favorendo uno sviluppo armonico ed equilibrato.</strong></p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Vi invito quindi a cogliere qualsiasi occasione per conoscere la Formulazione: ne sarete felici! 🙂 </strong></span></p><p>Buona ricerca&#8230;<br />Maria Pia Sala</p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desideri divulgare o condividere le mie parole e ti ringrazio, ma ti chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me e al mio lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>&#8220;Dentro il Closlieu&#8221; &#8211; poesia di Anna Gottardi sul Gioco del dipingere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aurora]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 16:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[gioco del dipingere]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Gottardi]]></category>
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					<description><![CDATA[Da quando ho iniziato questa bellissima avventura di praticien (servente del Gioco del dipingere), ho&#8230;]]></description>
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				<p dir="auto">Da quando ho iniziato questa bellissima avventura di praticien (servente del Gioco del dipingere), ho incontrato molte persone speciali con cui mi sento in sintonia, con cui condivido pensieri e riflessioni, che mi sostengono e mi aprono orizzonti, che magari parlano poco ma quando parlano dicono sempre cose sagge e illuminanti. Una di queste persone è Anna Gottardi, un&#8217;amica praticien che ha anche il dono della &#8220;poesia&#8221; e con molta semplicità e in rima, dice cose profonde e preziose.<br />Questa in particolare ci racconta chi sono i bambini senza età che partecipano al Gioco del dipingere.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>&#8220;Dentro il Closlieu&#8221;</strong></span><br /><em>Noi che non siamo famosi artisti</em><br /><em>dal chiasso ignorati, spesso non visti,</em><br /><em>abbiamo uno spazio tutto per noi</em><br /><em>dove dipingere quello che è in noi.</em></p><p><em>In compagnia di grandi e piccini</em><br /><em>ridiventiamo tutti bambini</em><br /><em>e ci esprimiamo nel gioco perfetto</em><br /><em>da sguardi indiscreti sicuro e protetto.</em></p><p><em>Ognuno dipinge attingendo dal cuore</em><br /><em>la propria essenza, il vero amore.</em></p><p dir="auto"><em>Sereni e guidati da antica memoria</em><br /><em>di prime cellule sveliamo la storia,</em><br /><em>attraverso la traccia, su fogli infiniti</em><br /><em>ricreiamo noi stessi, più sicuri, più arditi.</em></p><p><em>Questa esperienza procura piacere,</em><br /><em>ci rende sapienti senza il sapere.</em><br /><em>Ciò che lì  accade pare magia,</em><br /><em>ognuno è  più vero, sia quel che sia.</em></p><p><em>In mezzo agli altri senza ambizioni</em><br /><em>fioriscono autentiche le relazioni,</em><br /><em>poco si dice, calme le azioni,</em><br /><em>non più conflitti, né competizioni.</em></p><p dir="auto"><em>Nessuno insegna, niente maestro,</em><br /><em>solo un  servente a regia del contesto:</em><br /><em>dentro la stanza discreto il suo agire,</em><br /><em>solo e soltanto il bel gioco servire.</em></p><p><em>Rigore e calore il suo atteggiamento,</em><br /><em>senza giudizi il comportamento</em><br /><em>così da permettere senza intrusione</em><br /><em>la più profonda nostra espressione.</em></p><p><em>Anna Gottardi</em></p><p>Grazie di cuore cara ANNA! 🙂<br /><em>Maria Pia</em></p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desiderate divulgarli o condividere le mie parole e le parole degli altri autori e vi ringrazio, ma vi chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me, agli altri autori e al nostro lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Centri estivi: lasciateli giocare!</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/centri-estivi-no-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[aurora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2022 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Ed eccoci all&#8217;estate, a quel periodo che sogni tutto l&#8217;anno perché finalmente puoi dedicarti a ciò&#8230;]]></description>
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				<p>Ed eccoci all&#8217;estate, a quel periodo che sogni tutto l&#8217;anno perché finalmente puoi dedicarti a ciò che veramente ti piace. Nel fondo del cuore non vedi l&#8217;ora di andare da un&#8217;altra parte perché così non devi assolvere tutti quei compiti necessari se stai a casa, e puoi avere del tempo per non fare niente di specifico, ma puoi dormire, leggere, ascoltare musica, correre, stare spalmato al sole, nuotare per delle ore, camminare in montagna o passeggiare per una città.</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Cosa davvero ricerchi nelle tue vacanze? </span></strong></p><p>Un periodo in cui dedicarti a te stesso e alle cose che ti piacciono, senza avere scadenze, obblighi, incarichi, e possibilmente con nessuno intorno che ti interrompa o ti disturbi. Sono i momenti più belli, quelli in cui ti rigeneri e ricarichi. Cerchi di assorbire il più possibile per ricominciare fresco il faticoso anno.</p><p>Come ti sentiresti se invece di passare quelle tre settimane così&#8230; andassi in un posto dove qualcuno ti dicesse a che ora alzarti dal letto e a che ora mangiare, e ogni mezz&#8217;ora interrompesse la tua meravigliosa lettura o la tua nuotata per importi di fare qualcos&#8217;altro, magari anche organizzandoti qualche bel torneo&#8230; e che vinca il migliore?! Lascio a te la risposta.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Hai mai pensato a come si sentano i bambini quando devono andare ai centri estivi?</strong> </span></p><p>Non tanto per i centri estivi in sé, che ahimè spesso sono indispensabili, ma per come sono organizzati. Ti riporto il dialogo di qualche giorno fa, di una mia cara amica e del suo bambino.</p><p>Mamma: &#8220;Tommaso, a luglio ci sono 2 settimane di summer camp arte, sport e musica, ma non si fa scuola, si gioca &#8230;vuoi iscriverti?&#8221;<br />Tommaso: &#8220;Ma si gioca davvero?&#8221;<br />Mamma: &#8220;Si, ci sono vari giochi organizzati secondo tre argomenti: arte, musica e sport.&#8221;<br />Tommaso: &#8220;Ma si gioca&#8230; intendo&#8230; come a ricreazione?&#8221;<br />Mamma: &#8220;No, Tommaso, il gioco libero è solo per un&#8217;ora dopo pranzo.&#8221;<br />Tommaso: &#8220;Allora no, preferisco stare a casa a giocare con Matteo (il cuginetto).&#8221;</p><p><span style="color: #000000;">Ecco, secondo me dentro a questo dialogo c&#8217;è il sentire della maggior parte dei bambini, che sarebbe anche il tuo sentire se le tue vacanze fossero in un centro estivo.</span></p><p>Sento dire: &#8220;ma guarda che i bambini si divertono tantissimo! Fanno un sacco di cose e imparano tante cose bellissime&#8221;. Io sono convinta che si divertano tantissimo solo apparentemente, perché di fatto conoscono solo questa realtà. <strong>Si sono semplicemente adeguati ad un mondo che organizza per loro ogni singolo minuto, perché raramente hanno potuto godere di un tempo tutto loro.</strong></p><p>Pochissimi sono davvero in grado di riempire un tempo vuoto, la maggior parte va dall&#8217;adulto e chiede un input con la frase &#8220;non so cosa fare!&#8221;. Questo ahimè è il risultato di un sistema che li coinvolge in così tante attività organizzate durante tutto l&#8217;anno che hanno perso il gusto di organizzarsi il tempo, di riposare, di non fare niente, di annoiarsi, di rilassarsi, di stare con gli amici, di creare relazioni vere, di arrabbiarsi e fare la pace, di sbagliare per imparare, e soprattutto <strong>di dedicarsi al loro respiro: il gioco&#8230; quello libero!</strong> [ndr: chissà perché al giorno d&#8217;oggi bisogna specificare &#8220;libero&#8221;].</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Cari organizzatori dei centri estivi: i bambini hanno bisogno di un tempo tutto loro, di tanto tempo tutto loro.</span></strong></p><p>Non voglio generalizzare e bocciare tutti i centri estivi ma senz&#8217;altro una buona parte delle proposte che vedo in giro struttura ogni singolo minuto dei bambini, perché tenerli impegnati è un modo per controllarli.</p><p>Invito chiunque organizzi un centro estivo a riflettere e ad impegnarsi molto per:<br />&#8211; stare il più possibile in natura;<br />&#8211; organizzare bene l&#8217;ambiente, in modo che sia sicuro e controllabile da parte dei bambini;<br />&#8211; mettere a disposizione materiali di tutti i tipi (carta, cartone, forbici, colla, riviste, stoffa, materiali di riciclo,&#8230;)  e strumenti efficaci;<br />&#8211; proporre pochissime attività che rispondono alle reali esigenze dei bambini (e non a quelle degli adulti che li controllano);<br />&#8211; definire le minime regole di base per il rispetto degli altri e la convivenza ed essere molto fermi nel farle rispettare;<br />&#8211; essere presenti ed accoglienti con ognuno.</p><p><strong>Ma per il resto fate loro questo regalo meraviglioso: lasciateli giocare!</strong> 🙂</p><p><strong><span style="color: #db4242;">Cari genitori, scegliete un centro educativo, non un baby-parking</span></strong></p><p>Trovo indispensabile che i bambini vengano affidati ad educatori consapevoli. A persone che svolgano quel meraviglioso e straordinario ruolo che presuppone una grande consapevolezza di se stessi, dei propri gesti e delle proprie parole. A persone che sappiano quanto importante sia la relazione vera ed autentica con ogni bambino e bambina, per sostenerli nel loro sviluppo emotivo, psichico e relazionale che in estate non va in vacanza.</p><p>Il centro estivo, a mio parere, dovrebbe essere un centro educativo, invece spesso è un baby parking, dove i bambini vengono affidati a ragazzini  che non hanno alcuna formazione né esperienza educativa. I ragazzini vanno benissimo per dare una mano, ma a monte deve esserci sempre un educatore presente che si prenda la responsabilità di ogni bambino e di ogni bambina.</p><p>Se siete genitori vi invito a valutare con attenzione dove portate i bambini per l&#8217;estate; più piccoli sono e più le esperienze che fanno e le persone che incontrano segnano il loro essere. L&#8217;ambiente e le relazioni sono determinanti nel loro sviluppo. Non sottovalutate la scelta solo perché è estate e il tempo è breve.  Abbiate cura di valutare e scegliere una proposta che davvero metta al centro il bambino e le sue necessità profonde. Fatevi dire a chi saranno affidati i vostri figli, che esperienza hanno, quali sono gli obiettivi educativi.</p><p>Qualcuno di voi penserà che sono esagerata, può darsi. Ma l&#8217;esperienza modifica il cervello&#8230; e quando sono piccoli tutto evolve in tempi rapidissimi. In una settimana possono esserci cambiamenti davvero importanti. La qualità del tempo fa molta differenza rispetto alla quantità.</p><p>Dunque io penso che da un lato chi organizza un centro estivo debba avere molta consapevolezza educativa e dall&#8217;altro che chi lo sceglie debba farlo con molta attenzione.</p><p>Maria Pia Sala</p><p><em>Se ti è piaciuto l&#8217;articolo, puoi condividerlo con gli amici? Grazie!</em></p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desiderate divulgarli o condividere le mie parole e le parole degli altri autori e vi ringrazio, ma vi chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me, agli altri autori e al nostro lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Se i bambini facessero le fusa</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/se-i-bambini-facessero-le-fusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia Sala]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 21:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[gioco del dipingere]]></category>
		<category><![CDATA[natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Se i bambini facessero le fusa tutto sarebbe più semplice per relazionarsi con loro e&#8230;]]></description>
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				<p>Se i bambini facessero le fusa tutto sarebbe più semplice per relazionarsi con loro e comprendere se stanno bene e sono felici. Ma visto che non le fanno, che strumenti abbiamo per ascoltarli e comprenderli?</p><p>I gatti fanno le fusa quando stanno bene e sono in uno stato di completo rilassamento; la scienza non è ancora riuscita a dimostrare chiaramente cosa siano le fusa, ma l’unica certezza è che se il gatto ha un minimo di tensione le fusa si interrompono, un indicatore prezioso per capire cosa gradisce o meno.</p><p>I bambini invece, più piccoli sono e meno hanno modo di dimostrarci in modo eclatante il loro stato di benessere; ci fanno capire molto chiaramente il loro stato di malessere attraverso il pianto, ma è molto più difficile capire quando stanno davvero bene. Devono fare esperienza del mondo e sviluppare alcune parti del cervello e alcuni muscoli per essere in grado di manifestare la loro gioia: iniziano a sorridere verso il mese, mese e mezzo di vita quando emerge il “sorriso sociale”, diverso dai sorrisi che possono manifestarsi prima, per esempio durante il sonno. Il sorriso sociale è proprio un sorriso di relazione, che si sviluppa in un’interazione “faccia a faccia” se dall’altra parte c’è qualcuno che sorride e che risponde al loro sorriso in modo contingente, in un dialogo tra due menti. Abbinano il fatto che l’altro stia bene, con il sorriso. Se l’altro non sorridesse, non svilupperebbero la capacità di sorridere in relazione agli stati emozionali.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se i bambini facessero le fusa tutto sarebbe più semplice per noi!</strong></span></p><p>La manifestazione di piacere dipenderebbe da un meccanismo innato che scatterebbe automaticamente e che, con una grandissima semplicità, ci darebbe tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, senza dover affinare e sviluppare nessuna capacità particolare.</p><p><strong>Se facessero le fusa potremmo capire facilmente quando stanno davvero bene e sono molto rilassati, ma potremmo soprattutto avere una percezione immediata se quello che stiamo facendo è gradito loro o meno. </strong></p><p>Un gatto che sta facendo le fusa è profondamente rilassato, ma basta un rumore improvviso, un nostro gesto inappropriato o troppo brusco, un suono fastidioso o anche una carezza fatta nel posto sbagliato che il meccanismo naturale delle fusa si interrompe all’istante. Addirittura se noi insistiamo con l’azione che ha interrotto il suo benessere, oltre a tirare indietro le orecchie e a cambiare sguardo, potrebbe anche sfoderare le sue unghie e farci capire, in modo non propriamente diplomatico, che quella cosa non gli va per nulla bene.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se il neonato facesse le fusa</strong></span></p><p>Un bambino appena nato o di pochi mesi che stiamo riempiendo oltremodo di baci, in salotto con la tv accesa o con qualche amico in visita, non può comunicarci con molta chiarezza che qualcosa non va, perché non può interrompere le fusa, non può tirare indietro le orecchie, non ha ancora la capacità di cambiare sguardo e per nostra fortuna non ha nemmeno unghie affilate da piantarci nel polso.</p><p><strong>Se non siamo profondamente empatici, non abbiamo sviluppato una grandissima capacità di osservazione per riconoscere i suoi segnali e non rimaniamo in ascolto dei suoi bisogni, possiamo solo peggiorare la situazione</strong> finché non arriva un pianto inconsolabile. Allora ci domandiamo perché pianga, a noi sembra tutto a posto: “ha mangiato, l’ho cambiato, lo sto riempiendo di baci… cos’ha adesso?”.</p><p><strong>Il suo malessere va molto oltre il nostro modo di ragionare e moltissimi piccoli dettagli che ci sfuggono potrebbero esserne la causa</strong>; per esempio forse non vuole tutti quei baci che gli stiamo dando, oppure nella stanza è entrata una persona che non conosce o con un tono di voce sgradevole, o c’è la televisione accesa e stanno trasmettendo la sigla inquietante del telegiornale,…</p><p>Il cosa non vada, lo dobbiamo imparare a comprendere nel tempo, incrociando le informazioni e capendo cosa gradisce e cosa non gradisce molto prima che ce lo faccia capire con un pianto inconsolabile. Certo, se facesse le fusa senz’altro potremmo accorgerci di tutto prima che sia troppo tardi: fa le fusa, le interrompe = qualcosa non va!</p><p>Troppo facile!</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se il bambino che gioca facesse le fusa</strong></span></p><p>Quando il bambino è più grande, le fusa sarebbero un altro parametro prezioso in molte occasioni, in particolare quando sta giocando spontaneamente. Sono certa che nel momento di gioco, spontaneo e autodiretto, farebbe le fusa e si sentirebbero a kilometri di distanza. Il bambino gioca spinto dall’istinto di apprendere e Madre Natura ha previsto che per far questo debba avere un’altra spinta: il piacere di giocare! <strong>Quando gioca, si trova in uno stato mentale profondo</strong>, talmente profondo che se noi lo chiamiamo non ci sente. Basta un minimo disturbo perché questo stato mentale venga interrotto: se facesse le fusa quando è nello stato mentale del gioco, capiremmo benissimo quando disturbiamo o interrompiamo quello stato mentale, perché smetterebbe di fare le fusa all’istante, proprio come i gatti.</p><p><strong>Quando interrompiamo un bambino che gioca, stiamo disturbando un processo delicatissimo che avviene su un piano molto profondo del suo essere</strong>; agli occhi di molti sembra un semplice gioco, ma è un gioco che sta formando il suo cervello. Immaginate quante energie il bambino sta investendo in quell’azione così banale ai nostri occhi: tutto il suo corpo è in tensione perché concentratissimo, è in ascolto di se stesso, fisiologicamente sta producendo ormoni preziosi che, non solo producono piacere, ma contribuiscono a fissare nel cervello le informazioni, riduce addirittura la respirazione al punto che appena si conclude quell’azione fa un respiro molto profondo. Non può permettersi nessuna distrazione per comprendere la consequenzialità del processo che ha messo in atto, assorbirne la massima conoscenza e quindi apprendere.</p><p>Se i bambini facessero le fusa noi potremmo capire in un nano secondo in quale preciso momento stiamo disturbando il loro stato mentale e quindi interrompendo un prezioso processo spontaneo di apprendimento.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se il bambino che dipinge facesse le fusa</strong></span></p><p>Nel Gioco del dipingere messo a punto da Arno Stern, tutti dovrebbero star bene, dovrebbero lasciarsi andare al gesto spontaneo dell’atto del tracciare, in un perfetto equilibrio tra un bisogno profondo da soddisfare e la possibilità di manifestarlo. Ma nella società di oggi molti bambini fanno una gran fatica a vivere con piacere questo gioco perché sono molto disturbati da tutto ciò che ostacola questo piacere e che inevitabilmente si portano dietro quando varcano la soglia dell’atelier: la paura di sbagliare, la pressione della prestazione, la mancanza di fiducia in se stessi, il giudizio a cui sono sottoposti quotidianamente. Pur immergendosi in uno spazio protetto da tutto questo, dove nessuno giudica, valuta, corregge, controlla, molti di loro non riescono a vivere con piacere questa dimensione di libertà espressiva.</p><p>Se facessero le fusa, il servente avrebbe un riscontro immediato del loro stato di benessere, invece deve affinare la capacità si ascolto e osservazione per intuire come sta il bambino. E solo con il tempo e con l’esperienza riesce a capire se un bambino sta davvero bene: se dipinge con gioia in uno stato mentale di gioco o se riproduce meccanicamente ciò che gli è stato insegnato, se è libero di esprimersi o ancora ingabbiato nel bagaglio di giudizi che si porta dietro, se è immerso in uno stato mentale di profondo piacere che scaturisce da se stesso o se è sulla superficie di un’illusione di felicità ancora legata al “bravo” e al “che bel disegno” che si è sentito ripetere in molti contesti.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Concludendo</strong></span></p><p>Visto però che i bambini non fanno le fusa, dobbiamo affinare nel tempo gli efficacissimi strumenti che abbiamo a disposizione per comprenderli: <strong>la capacità di ascolto, di osservazione e di percezione, condite con una buona dose di empatia, utilizzando tutti i sensi, compreso il sesto</strong>.</p><p>Non abbiamo altra strada che quella di conoscere noi stessi ed essere consapevoli in ogni istante di ciò che stiamo facendo, dicendo, pensando. <strong>Solo con una grande attenzione e un grande controllo</strong> possiamo davvero comprendere cosa sta accadendo e perché un bambino sta reagendo come sta reagendo, tenendo ben presente che il suo reagire non dipende da lui ma da noi e dall’ambiente: se riequilibriamo questi, il bambino cambierà in un batter d’ali.</p><p>Se i bambini facessero le fusa, tutto sarebbe più semplice, ma noi non avremmo occasioni per <strong>ascoltare noi stessi e sviluppare quella consapevolezza necessaria per rispettare i loro tempi, i loro bisogni e le loro modalità</strong>: Madre Natura ha proprio pensato a tutto, anche a noi, quindi Grazie Madre Natura!</p><p><strong>Maria Pia Sala</strong></p><p><em>Se ti è piaciuto l&#8217;articolo, lo condividi con gli amici gentilmente? GRAZIE!</em></p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desiderate divulgarli o condividere le mie parole e le parole degli altri autori e vi ringrazio, ma vi chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me, agli altri autori e al nostro lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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		<title>Siate gentili con i bambini</title>
		<link>https://atelierdellatraccia.it/siate-gentili-con-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[aurora]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 09:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[relazione con bambino che disegna]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Gentilezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Starete pensando: “è necessario dirlo? Non è scontato che bisognerebbe essere gentili con i bambini?No&#8230;]]></description>
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				<p>Starete pensando: “è necessario dirlo? Non è scontato che bisognerebbe essere gentili con i bambini?<br />No non lo è, perché in moltissimi contesti, a partire da quelli familiari a quelli educativi, vedo persone che non sono gentili con i bambini. I bambini sono il futuro, sono gli adulti di domani e se saranno uomini e donne gentili, se rispetteranno e ameranno il prossimo, se faranno delle guerre o si batteranno per la pace, se sorrideranno o meno, se saranno a loro volta gentili con i bambini e le bambine, se impareranno a rispettare le regole per il bene comune, dipenderà da noi.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se i bambini fossero immersi nell’amore e nel rispetto quotidianamente, sarebbero bambini felici, tranquilli, rispettosi e il mondo futuro sarebbe migliore.</strong></span></p><p>Invece sono sempre più in aumento gli atti di bullismo e i bambini aggressivi, che a loro volta hanno imparato questi atteggiamenti dagli adulti, in primis dai loro genitori, ma non solo.</p><p>Ho lavorato per vent’anni come consulente per progetti educativi nelle scuole, dall’asilo nido alla scuola primaria. Ho incontrato insegnanti ed educatrici davvero meravigliose, amorevoli, pazienti, empatiche, &#8230;gentili, per dirla con una parola. Ma purtroppo ne ho incontrate molte che non sapevano proprio cosa fosse la gentilezza. Si permettevano di rispondere in malo modo ai bambini, trattandoli come deficienti senza speranza, urlando con modi bruschi e spesso aggressivi. Ho assistito a scene di mancanza di rispetto nei confronti di bambini e bambine di fronte alle quali purtroppo ho taciuto. Ero più giovane, ero solo una consulente esterna e anche se stavo male e mi rendevo conto che non andava bene ciò che stava succedendo, non mi sono mai permessa di dire nulla. Stupidamente e fragilmente invece di proteggere i bambini ho salvaguardato il quieto vivere con l’adulto che avevo di fronte. Ma con il senno di poi mi pento e mi scuso con quei bambini per non essere intervenuta per proteggerli, per difenderli e per far capire loro che ciò che stavano subendo era ingiusto.</p><p>Sono grata ad Emily Mignanelli per avermi fatto molto riflettere su questo punto nel libro “Non basta diventare grandi per essere adulti”. Mi ha dato la forza per decidere di agire in difesa dei bambini quando incontro qualche adulto che non ha rispetto per loro.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Se non li proteggiamo noi, chi lo farà? </strong></span></p><p>Se non prendiamo una posizione chiara ai loro occhi, crederanno che l’adulto può trattarli male e mancare loro di rispetto senza problemi. E crederanno che quando saranno adulti potranno fare altrettanto. Hanno bisogno di sapere che ciò che stanno subendo è sbagliato, solo così potranno scegliere di essere persone migliori.</p><p>Abbiamo un grande potere: essere sempre gentili con loro e se  non sono in grado di gestire la loro aggressività e le loro emozioni, lo dobbiamo fare noi per entrambi, armarci di pazienza, di ascolto, di empatia, di fermezza ed “educare”. Non è facile, ho dovuto anch’io lavorare molto su me stessa per riuscirci. E ammetto che non sempre riesco quando i bambini sembrano alzare i toni, ma cerco comunque di essere gentile.</p><p>Sono un servente del Gioco del dipingere da ormai 12 anni e nel mio atelier mi relaziono con persone di tutte le età, dai 2 anni. Qualche anno fa veniva a dipingere un bambino, parecchio vivace. C’è voluto qualche incontro perché trovassimo un bell’equilibrio e perché capisse che per vivere bene insieme agli altri era necessario avere rispetto degli altri e delle regole. Ho cercato di tenere una linea di grande fermezza ma con molta gentilezza e pazienza. Non sempre è facile, a volte i bambini sembrano davvero provarle tutte per farci perdere le staffe. Ma con l’esperienza ho imparato che se siamo in grado di mantenere la calma e la gentilezza, i bambini si trasformano.</p><p>I genitori non entrano mai durante la pratica del Gioco del dipingere, attendono sempre i bambini fuori dalla porta o li vengono a prendere alla fine dell’ora e mezza. E quando li vengono a prendere mi chiedono sempre com’è andata, ma lascio rispondere ai bambini. La mamma di questo bimbo era sempre molto preoccupata che il bambino fosse ingestibile perché, mi diceva, negli altri contesti si lamentavano sempre. In atelier invece si trasformava. Era sempre vivace ma per nulla ingestibile. Aveva capito che lì dentro poteva lasciar cadere la sua corazza e abbandonare le etichette che gli avevano probabilmente affibbiato, e che poteva essere se stesso.</p><p>Ma la cosa che più mi ha colpito e rattristato è un’altra. Dopo qualche mese, ho chiesto alla mamma “come va tutto bene? Le sembra che vanga volentieri?” e lei mi ha risposto: “si viene molto volentieri ma non mi racconta mai niente”. Ha fatto una pausa e poi ha aggiunto: “anzi, c’è solo una cosa che mi ha ripetuto più volte: “Maria Pia è molto gentile””. Ovviamente lì per lì mi ha fatto un immenso piacere sentire queste parole, ma poi ho riflettuto e mi sono chiesta: “com’è possibile che un bambino di 7 anni noti e ricordi come fattore principale che io sono molto gentile?”. E mi sono risposta che probabilmente la maggior parte degli adulti che si relazionano con lui non sono gentili, al punto che quando qualcuno lo è, lui lo nota e lo evidenzia.</p><p>Questo bimbo ha ragione, molti adulti non sono gentili con i bambini e quando i bambini subiscono trattamenti non gentili, non è fisiologicamente possibile che stiano calmi. Perché ci sono così tanti bambini iperattivi, irrequieti, aggressivi, bulli…?</p><p>L’adulto non può rispondere al disagio e alle difficoltà emozionali di un bambino con l’aggressività. Se un bambino è “difficile”, nella maggior parte dei casi è perché vive situazioni difficili e abbiamo il dovere di accoglierlo e di aiutare questa sua sofferenza a trovare accoglienza. Se un bambino riceve aggressività nella sua quotidianità, crederà che il mondo sia tutto così e agirà allo stesso modo. Se riceve gentilezza, anche da una sola persona, avrà la possibilità di capire che il mondo non è tutto aggressivo, potrà distinguere l’aggressività dalla gentilezza e potrà scegliere di essere gentile perché sa che questo fa star bene l’altro.</p><p><span style="color: #db4242;"><strong>Dobbiamo difendere e proteggere il bambino o la bambina che abbiamo di fronte: sempre. </strong></span></p><p>Sia che siamo genitori, sia che siamo educatori o insegnanti, abbiamo il dovere di testimoniare sempre la gentilezza, se vogliamo davvero cambiare il mondo. Dobbiamo prendere sempre le parti dei bambini e delle bambine se qualcuno sta mancando loro di rispetto, o li sta umiliando, o sta abusando del suo potere di adulto.</p><p>Dobbiamo avere il coraggio di dichiarare che ciò che sta accadendo è sbagliato perché i bambini hanno il diritto di saperlo. Non importa se l’adulto in questione è un parente, un collega o il preside, nessuno deve essere legittimato a trattare male i bambini.</p><p>E se qualche volta capiterà a noi stessi di non riuscire ad essere gentili con il bambino o la bambina che abbiamo di fronte (so quanto a volte sia difficile con alcuni bambini), abbiamo la possibilità di scusarci e di dimostrar loro comunque attenzione e rispetto.</p><p>Quindi il mio invito dal cuore è: siate gentili con i bambini e forse il mondo cambierà.</p><p><strong>Maria Pia Sala</strong></p><p><em>Se ti è piaciuto l&#8217;articolo, gentilmente lo condividi sui social? Grazie! 🙂</em></p>					</div>
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				<p><em>© I contenuti presenti nel sito e negli articoli (immagini e testi) sono di Maria Pia Sala. Mi fa piacere se desiderate divulgarli o condividere le mie parole e le parole degli altri autori e vi ringrazio, ma vi chiedo di citare sempre la fonte per rispetto a me, agli altri autori e al nostro lavoro.</em></p><p><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Iscriviti alla <a href="https://atelierdellatraccia.it/contatti/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">newsletter</span></a> </span></span></strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #333333;">per rimanere aggiornato!<br /></span></span></span><strong><span style="color: #db4242;"><span style="color: #ff6600;">Seguimi su</span> <a href="https://www.facebook.com/atelierdellatraccia/"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">Facebook</span></a><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/maria_pia_sala/"><span style="text-decoration: underline;"> Instagram</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">e</span> <span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"><em><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="https://t.me/mariapiasala">Telegram </a><br /></em></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Leggi i miei <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/category/articoli/">ARTICOLI</a><br /></span></span></strong><strong><span style="color: #ff6600;">Scopri</span> <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.atelierdellatraccia.it/lista-eventi/">gli EVENTI</a></span></strong></p>					</div>
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