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I Pilastri

sui quali si fonda il mio lavoro

Vent’anni di esperienza con bambini, bambine, educatrici, insegnanti e genitori mi hanno portato ad approfondire alcune tematiche che trovo essenziali nello sviluppo dell’essere umano.

I bambini e le bambine di cosa hanno davvero bisogno? Quanto le proposte che rivolgiamo a loro sono una risposta ai bisogni dei bambini e quanto invece sono una risposta ai bisogni degli adulti o a programmazioni imposte dall’alto?

In un mondo volto al consumismo e alla produttività, spesso “il fare” è ritenuto più importante dell’essere e del pensare, ma la riflessione, come la relazione, sono alla base dell’agire e dello sviluppo dell’essere umano.

È urgente cambiare rotta!

“Questa attesa piena di ansia per ciò che sarà aumenta la nostra mancanza di rispetto per ciò che è”, Janusz Korczak

motivazione

È urgente cambiare rotta

L’esperienza e gli studi mi hanno portata a fare molte riflessioni sui bambini e le bambine di oggi, sulle loro necessità profonde e su quanto spesso la società non le soddisfi, ma soddisfi necessità dettate dal sistema del consumismo o dalle esigenze degli adulti. Vedere molti bambini di oggi incapaci di giocare sia nella quotidianità che di fronte ad un foglio bianco mi ha spinto a cercare di capire cosa non permette loro di crescere secondo quanto la natura ha programmato, rendendoli così agitati, nervosi, disorientati, incapaci di autodeterminarsi e di autogestirsi.

La chiave è nella postura dell'adulto, nell'ambiente, nella relazione. Gli adulti di riferimento a casa e nei contesti educativi e scolastici sono immersi in un sistema produttivo che guarda al bambino come un esecutore non come un creatore. E questo deve cambiare non solo per il loro benessere di oggi, ma per crescere persone con una mente viva, autonoma, ricca, propositiva, creatrice.

Gli adulti di riferimento di bambini e bambine devono tornare a pensare e a interrogarsi sul senso delle cose, come indica Mortari in "Emozioni e virtù" [Cortina Ed. Milano, 2024], devono interrogarsi sul perché propongono certe attività ai bambini, perché utilizzano certe parole o certi gesti, o assumono certe posture. [Maria Pia Sala]

Focus e contenuti

Cos'ho a cuore

Nei corsi e nelle formazioni che tengo queste sono le tematiche che ho più a cuore e che più ho approfondito nel tempo perché ritengo che stiano alla base dello sviluppo: relazione, ambiente, bisogni dell'essere umano quando è piccolo e la sua necessità di creare mondi, e l'atto tracciare come manifestazione programmata e necessaria.

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La relazione

La formazione di chi ha cura dell’essere umano quando è piccolo deve essere orientata più alla qualità della relazione che non al fare. La qualità della relazione inoltre non può prescindere da una riflessione continua, personale e condivisa che va nutrita e tenuta viva per orientare poi l’agire e il fare.clicca per saperne di più
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Il bambino creatore

Il gioco e l'atto del tracciare sono bisogni "esistentivi" e sono una necessità di ogni bambino e bambina. Se da un lato vanno favoriti, dall'altro vanno protetti. La formazione può aiutare ad aprire nuovi sguardi per cambiare direzione e per capire come nutrire ciò che ha bisogno di emergere in tutta la sua bellezza. La natura ha previsto un programma preciso che va rispettato e non sabotato.clicca per saperne di più
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Spazi educanti

In che misura i contesti educativi e scolastici hanno spazi curati, esteticamente piacevoli e soprattutto educativi? C'è bisogno di ri-orientare lo sguardo per capire come rinnovare i luoghi del vivere e favorire il benessere, l'esperienza, l'indipendenza e l'autonomia di bambini e bambine. I bambini hanno inoltre diritto al bello, che non implica colori sgargianti e troppi stimoli visivi, ma cura, ordine, semplicità e bellezza in ogni dettaglio. clicca per saperne di più
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Gli studi di Arno Stern

Ogni adulto che si relaziona con un bambino dovrebbe conoscere gli studi di Arno Stern sull’atto del tracciare. La formazione aiuta a rovesciare qualche paradigma per andar oltre al "si è sempre fatto così", per scoprire perchè il bambino traccia fin da quando è molto piccolo ma poi crescendo perde il piacere di disegnare. Come dovrebbe porsi l'adulto quando un bambino disegna? Come favorire il piacere del tracciare che ha a che fare con lo sviluppo dell'essere umano?
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